Welfare aziendale: quali sono i limiti di spesa

Continua a crescere in Italia la diffusione di piani di Welfare aziendale, grazie ai suoi numerosi vantaggi e benefit messi a disposizione dei lavoratori dipendenti.
Il Welfare aziendale consiste in un piano finalizzato all’erogazione di benefit come beni, prestazioni, servizi, e rimborsi che il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori in aggiunta alla retribuzione base.
Tra i principali vantaggi di questa soluzione annoveriamo la possibilità, sia da parte del dipendente che del datore di lavoro, di usufruire di un beneficio fiscale e contributivo dovuto al fatto che le somme destinate al Welfare aziendale non sono soggette a tassazione e sono deducibili per l’azienda.
Tra il ventaglio di spese ammissibili, senza limiti per i lavoratori, troviamo quelle destinate a sanità, istruzione, assistenza, tempo libero.
Solo per quanto concerne i fringe benefit (Buoni spesa per l’acquisto di beni di varia natura) esiste un limite di 258,23 euro per anno fiscale (TUIR art. 51, comma 3); entro tale limite, il valore di beni ceduti dalle imprese ai propri lavoratori dipendenti non concorrerà alla formazione del reddito e sarà quindi esente da imposte e contributi.