Welfare aziendale: chi ne ha il diritto

Il Welfare aziendale consiste in un piano finalizzato all’assegnazione di benefit ai lavoratori come beni, prestazioni, servizi, agevolazioni e rimborsi che il datore di lavoro mette a disposizione in aggiunta alla retribuzione.
Abbiamo già descritto l‘opportunità per le imprese, aumentando sia il benessere dei dipendenti sia il clima aziendale, sia la produttività interna.
Lo strumento del Welfare aziendale accresce, inoltre, il potere di spesa del lavoratore finalizzato alle sue spese per la salute, il benessere, tempo libero, cultura e formazione per se e il suo nucleo familiare.
Il rapporto aziendale tra datore di lavoro e dipendente non sarà più lo stesso.
Vediamo perciò quali sono i dipendenti che possono ottenere i crediti Welfare citati in precedenza.
A beneficiare dei benefit sono tutti i lavoratori dipendenti di aziende pubbliche o private.
All’interno dell’azienda il Welfare dovrà essere erogato o all’intera platea dei lavoratori o a particolari categorie omogenee di dipendenti, costituite secondo un criteri oggettivi, quali:
- livelli di inquadramento;
- mansioni;
- sedi di lavoro;
- situazioni anagrafiche o familiari.
Il Welfare aziendale può essere esteso anche a determinate categorie di familiari dei dipendenti (da indicazioni dell’art. 12 del TUIR), come:
- coniuge e coniuge non legalmente ed effettivamente separato (o partner nelle unioni civili ex L.76/2016);
- figli, compresi i naturali riconosciuti, i figli adottivi o affidati;
- genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi;
- generi e nuore;
- suocero e suocera;
- fratelli e sorelle.
Sotto questo punto di vista, le possibilità di spesa dei buoni Welfare restano molto ampie: un esempio sono i servizi di sostegno alla famiglia, come asili nido, borse di studio, scuole calcio oppure assistenza ad anziani e non autosufficienti.
Tra i molteplici servizi previsti dalla normativa fiscale e a cui possono accedere il lavoratore e i suoi familiari ci sono anche:
- fringe benefit – con possibilità di acquisto di beni di varia natura;
- viaggi, vacanze;
- assistenza sanitaria e previdenziale;
- corsi di formazione, spese scolastiche;
- spese per il tempo libero (palestre, teatro, cinema, ecc).
Questi sono solo alcuni esempi di spese riconducibili al credito Welfare.